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Decreto del Santo Sinodo in merito alla sentenza che obbliga la Chiesa copta ad autorizzare le seconde nozze di coppie divorziate PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Giugno 2010 15:48

قرار المجمع المقدس للكنيسة القبطية الأرثوذكسية
المنعقد اليوم 8 - 6 - 2010 بالمقر البابوي برئاسة

قداسة البابا شنودة الثالث
وعضوية 82 من الآباء (متضمنين قداسة البابا شنودة)
وتأييد 9 من الآباء الذين لم  يتمكنوا من الحضور لأسباب خاصة



المجمع المقدس يعلن أن الكنيسة القبطية تحترم القانون ولكنها لا تقبل أحكاماً ضد الإنجيل، وضد حريتنا الدينية، التي كفلها لنا الدستور، كما تؤكد أن الزواج عندنا هو سرٌ مقدسٌ وعملٌ دينيٌ بحت وليس مجرد عمل إداري.

والشريعة الإسلامية تقول: "أحكم بينهم بما يدينون". وكذلك في كل القوانين الخاصة بالأحوال الشخصية وردت عبارة "حسب شريعتهم". كما ورد في القانون رقم 462 لسنة 1955 (وهو القانون الذي ألغى المحاكم المليَّة وحول القضاء إلى المحاكم المدنية) عبارة "حسب شريعتهم". وفي أحكام محكمة النقض والمحكمة الدستورية العليا. كلها تذكر عبارة "حسب شريعتهم"، وفي محكمة الجنح التي ذكرت أيضاً أن البطريرك ليس موظفاً عاماً.

أما عن إلزام الكنيسة في أمور دينية ضد شريعتنا أي ضد الإنجيل وقوانين الكنيسة، فأمر لا تقبله ضمائرنا، ولا نستطيع إطلاقاً أن ننفذه. وموضوع الزواج الثاني للمطلقين هو قضية دينية بحتة يحكمها الإنجيل.

 

Decreto del Santo Sinodo della Chiesa copta ortodossa
convocato il giorno 8 giugno 2010 nella sede papale e presieduto da

S.S. Papa Shenuda III
e 82 membri del clero (comprendenti Sua Santità stesso)
con l'approvazione di 9 membri del clero che non hanno potuto prendervi parte
per motivi personali

Il Santo Sinodo rende noto che la Chiesa copta, pur rispettando la legge, non può accettare sentenze che siano in palese contrasto con il messaggio evangelico e con la libertà religiosa che la Costituzione egiziana garantisce a noi cristiani. La Chiesa ribadisce, inoltre, che il matrimonio cristiano è un sacramento - e dunque è sacro - e un atto eminentemente religioso e non soltanto amministrativo.

La sharia islamica afferma: "Giudica di fra di loro secondo la loro fede". Allo stesso modo, in tutte le leggi riguardanti lo stato civile appare l'espressione "[si giudichi] secondo la loro legge". Nella legge n. 462/1955 (la legge che ha destituito di potere i tribunali religiosi), nelle sentenze del Tribunale di Cassazione, dell'Alta Corte Costituzionale, del Tribunale correzionale il quale ha anche stabilito che il Patriarca non è un impiegato pubblico.

Per quanto concerne invece gli obblighi imposti alla Chiesa in merito a questioni religiose che sono in palese contrasto con la nostra legge, contro il messaggio evangelico e il diritto ecclesiastico, essi sono inaccettabili da parte della nostra coscienza e non possiamo adempierli in alcun modo. Il secondo matrimonio per i divorziati è una questione squisitamente religiosa e per tanto è regolata soltanto dal Vangelo.

Ultimo aggiornamento Sabato 12 Giugno 2010 16:19
 
Condoglianze per l'assassinio di Mons. Padovese PDF Stampa E-mail
Sabato 05 Giugno 2010 10:40

S.E. Mons. Barnaba, vescovo della Chiesa copta ortodossa di Torino e Roma, il clero, i ministri, i diaconi e  la comunità copta ortodossa romana tutta, in spirito di sincero amore cristiano, esprimono le loro sentite condoglianze e tutta la loro vicinanza alla Chiesa cattolica rappresentata da S.S. Benedetto XVI, dai cardinali e dai vescovi, alla famiglia e agli amici, per l'assassinio di Mons. Luigi Padovese, vicario apostolico in Anatolia e presidente della Conferenza Episcopale turca, chiedendo che Dio accolga e conceda l'eterno riposo alla sua anima pura.

Roma, 6.6.2010

Mons. Barnaba
Vescovo della Chiesa copta ortodossa di Torino e Roma

 

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Giugno 2010 11:09
 
Mogo, lo spaccapietre scontento PDF Stampa E-mail
Domenica 30 Maggio 2010 14:49

Tanti anni fa, viveva in Cina un giovane di nome Mogo, che si guadagnava da vivere spaccando pietre. Benché sano e forte, il ragazzo non era contento del proprio destino, e se ne lamentava giorno e notte. Tanto imprecò contro Dio che il suo angelo custode finì per comparirgli.

"Tu hai la salute, e una vita intera davanti," disse l'angelo. "Tutti i giovani cominciano facendo qualcosa come te. Perché non fai altro che lamentarti?"

"Dio è stato ingiusto con me, e non mi ha dato l'opportunità di crescere," rispose Mogo.

Preoccupato, l'angelo si presentò al Signore, chiedendo aiuto affinché il suo protetto non finisse per perdere la propria anima.

"Sia fatta la tua volontà," disse il Signore. "Tutto ciò che Mogo vorrà, gli sarà concesso."

Il giorno seguente, mentre Mogo stava spaccando pietre, vide transitare una carrozza con dentro un nobile, coperto di gioielli. Passandosi le mani sul viso sporco e sudato, Mogo disse con amarezza:

"Perché non posso essere anch'io un nobile? Questo è il mio destino!"

"Lo sarai!" mormorò il suo angelo, con una gioia immensa.

E Mogo si trasformò nel padrone di un palazzo sontuoso, con molte terre, circondato da servitori e cavalli. Così prese a uscire tutti i giorni con il suo corteo impressionante, divertendosi a osservare i
suoi vecchi compagni allineati sul ciglio della strada che lo guardavano con rispetto.

Un pomeriggio, il caldo era insopportabile. Anche sotto il suo parasole dorato, Mogo sudava come al tempo in cui spaccava le pietre. Si rese conto, allora, di non essere poi tanto importante: sopra di lui c'erano prìncipi, imperatori e, più in alto ancora, c'era il sole, che non obbediva a nessuno - poiché era il vero re.

"Ah, angelo mio! Perché non posso essere il sole? Questo dev'essere il mio destino!" si lamentò Mogo.

"E lo sarai!" esclamò l'angelo, nascondendo la propria tristezza di fronte a tanta ambizione.

E Mogo divenne il sole, com'era suo desiderio.

Mentre brillava nel cielo, ammirato per il suo enorme potere di maturare i raccolti, o di bruciarli a suo piacimento, un punto nero cominciò ad avanzare verso di lui. La macchia scura continuò a crescere, e Mogo notò che si trattava di una nuvola, che si stava espandendo intorno a lui e gli impediva di vedere la Terra.

"Angelo," urlò Mogo, "la nuvola è più forte del sole! Il mio destino è di essere una nuvola!"

"E lo sarai!" rispose l'angelo.

Mogo fu trasformato in nuvola, e finalmente pensò di avere realizzato il proprio sogno.

"Sono potente!" urlava, oscurando il sole.

"Sono invincibile!" tuonava, inseguendo le onde.

Ma, sulla costa deserta dell'oceano si ergeva un'immensa roccia di granito, vecchia quanto il mondo. Mogo pensò che la roccia lo sfidasse e scatenò una tempesta che il mondo non aveva mai visto prima. Le onde, enormi e furiose, colpivano la roccia, tentando di strapparla dal suolo e di scagliarla in fondo al mare.

Ma, ferma e impassibile, la roccia era sempre al suo posto.

"Angelo," prese a singhiozzare Mogo, "la roccia è più forte della nuvola! Il mio destino è di essere una roccia!"

E Mogo si trasformò nella roccia.

"Chi potrà vincermi ora?" si domandava. "Sono io il più potente del mondo!"

E così trascorsero vari anni, finché, una mattina, Mogo sentì un'acuta fitta nelle sue viscere di pietra, seguita da un dolore profondo, come se una parte del suo corpo di granito venisse lacerata. Subito dopo udì dei colpi sordi, insistenti e, di nuovo, l'enorme dolore.

Folle di sgomento, urlò:

"Angelo, qualcuno mi vuole uccidere! Ha più potere di me, voglio essere come lui!"

"E lo sarai!" esclamò l'angelo, piangendo.

E fu così che Mogo tornò a spaccare le pietre.

Ultimo aggiornamento Domenica 30 Maggio 2010 15:32
 
I talenti (di S.S. Shenuda III) PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Marzo 2010 15:46

I talenti

di Sua Santità Shenuda III



Mi trovavo al funerale di un sacerdote quando fu letta la parabola sui talenti (Mt 25): a uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno. A chi li impiegò guadagnando il Signore disse: «Sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone».
Oggi guardiamo al talento come a un dono di Dio e ognuno di noi ha ricevuto diversi talenti: ragione, coscienza, sensi, cuore. Talvolta il talento della leadership. Ognuno di noi è chiamato a curare i talenti datigli da Dio.

La ragione

Dio ti ha dato una ragione perciò non puoi trascurarla. La ragione serve a pensare, capire, dedurre, memorizzare e ha anche altre funzioni. Devi curare tutto ciò che Dio ti ha dato. Devi rafforzare la ragione, farla sviluppare. Devi curare l'uso della ragione perché ci sono persone che hanno una ragione ma non la usano. A essi si dice "fai funzionare il cervello" e la risposta è come se fosse "non ci riesco" o "non voglio". Simili persone hanno interrato il loro talento!

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Marzo 2010 15:49
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Aggiunte foto dell'Epifania 2010 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Febbraio 2010 11:04
Da Divina Liturgia di Epifania - Torino - 19.1.2010
Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Febbraio 2010 10:32
 
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