| Gli stadi della vita spirituale |
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| Mercoledì 04 Giugno 2008 15:49 |
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Nell’opera di Giovanni Climaco, “La scala del Paradiso”, la vita spirituale viene divisa in 30 stadi di cui la maggior parte riguardano la vita monastica. Quanto alla vita spirituale in generale, si trovano almeno tre stadi principali: la vita di pentimento, la vita di santità e la vita di pienezza. Ognuno di questi tre stradi è variamente suddiviso e ramificato. Nell’opera di Giovanni Climaco, “La scala del Paradiso”, la vita spirituale viene divisa in 30 stadi di cui la maggior parte riguardano la vita monastica. Quanto alla vita spirituale in generale, si trovano almeno tre stadi principali: la vita di pentimento, la vita di santità e la vita di pienezza. Ognuno di questi tre stradi è variamente suddiviso e ramificato. + Il pentimento: l’evangelizzazione del Signore Gesù Cristo è iniziata con le parole: “Il Regno di Dio è vicino, pentitevi e credete al Vangelo” (Mc 1:10). Ed anche: “Se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo” (Lc 13:3,5); + la santità: dice San Pietro: “Ad immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Voi sarete santi, perché io sono santo.” (1P 1:15,16) (Le 11:44) + la perfezione: dice il Signore nel suo sermone sul monte: “Siate perfetti, come il Padre vostro che è nei cieli è perfetto” (Mt 5:48) 1. La vita di pentimento Se il peccato è allontanamento da Dio e ostilità nei suoi riguardi, il pentimento è il principio della riconciliazione con Dio. Dice San Paolo: “Riconciliatevi con Dio” (2Co 5:20). Il pentimento, dunque, è l’inizio di un rapporto nuovo, puro, con Dio. E’ il passaggio dall’oscurità alla luce, e il ritorno da terre lontane tra le braccia del Padre. Il pentimento è preceduto dalla conoscenza e dal timore di Dio. L’uomo deve prendere coscienza di: 1. essere figlio di Dio - una creatura creata ad immagine e somiglianza di Dio per cui è indegno che pecchi; 2. essere tempio dello Spirito di Dio abitando in lui lo Spirito (1Co 3:16). Non è bene che l’uomo rattristi con il peccato il Santo Spirito di Dio; 3. irritare Dio attraverso il peccato e di rischiare la sua punizione sulla terra e nel cielo. Perciò egli tema di tutto cuore le parole del Signore: “Se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo” (Lc 13:3,5) Tutto ciò introduce nel suo cuore il timore di Dio così che non pecca. La Bibbia parla del timore di Dio quando dice: “Il timor del Signore è il principio della sapienza” (Sal 111:10) e “Il principio della saggezza è il timore del Signore” (Prov 9:10). E’ chiaro che l’uomo – nell’atto di compiere il peccato – non ha nel cuore e davanti agli occhi il timore di Dio. + + + Nessuno dica “Bisogna amare Dio, non temerlo” come dice l’Apostolo: “Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura” (1G 4:18). Chi di noi è giunto all’amore perfetto? Il Signore dice: “Chi mi ama, osserva i miei comandamenti” e “se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore” (Gv 15:10). Quindi camminiamo nel timore perché il timore ci farà giungere infine all’amore di Dio. Chi teme Dio non pecca e se si allontana dal peccato giunge all’amore di Dio oppure Dio versa nel suo cuore l’amore attraverso lo Spirito Santo. + + + Il pentimento deve comprendere tutti i tipi di peccati in tutti i loro dettagli: peccati del corpo, peccati dei sensi, peccati del pensiero, peccati del cuore e dell’intenzione. Il pentimento non è soltanto l’evitare il peccato. Forse l’uomo evita di compiere peccati ma essi restano presenti come desiderio nel suo cuore. Egli, dunque, pecca con il cuore, e non s’è ancora veramente pentito. Oppure il peccato può continuare ad esistere nell’intenzione anche senza che lo si commetta! Oppure nei sogni perché la sua mente interiore non si è ancora purificata! San Gérome disse: “Esistono persone caste nel corpo ma la cui anima è adultera”. Perciò dicono i Padri: “La perfezione del pentimento è l’odio del peccato” Chi odia il peccato non ha il desiderio del peccato né nel cuore né nell’intenzione, né nel pensiero, né nella mente interiore. E’ totalmente purificato. E dunque non pecca. Diciamo ciò di tutti i tipi di peccato. E così è passato dalle negatività del peccato agli aspetti positivi del pentimento. + + + Chi si pente realmente non ritorna al peccato perché chi lo fa forse si trova solo in una fase in cui tenta la penitenza ma non nella penitenza perfetta. Perciò i veri penitenti, come San Musa al-Aswad, Sant’Agostino e Santa Maria la copta, sono passati, crescendo nella penitenza, alla vita di santità. Il pentimento nella loro vita fu una svolta radicale e un passaggio irreversibile e senza pentimento da una vita ad un’altra. Con tutto il cuore si sono sforzati di correggere ciò di cui erano stati causa i loro peccati come fece Zaccheo il pubblicano: “Se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo” (Lc 19:8) + + + I segni del pentimento del penitente appaiono nella sua vita di modestia e contrizione. Come il Profeta Davide che inondava di pianto il letto (Sal 6) e in molti dei cui salmi appare la contrizione. O come Sant’Agostino che ha reso pubbliche le sue “confessioni” in un libro letto da tutti e nel quale scriveva i peccati che immaginava di aver commesso nella sua infanzia. O come il figliuol prodigo che, nel suo pentimento, disse al padre: “Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio” (Lc 15:21) + + + 2. La vita di purezza e di santità E’ un grado superiore del pentimento essendo l’aspetto positivo nella vita di grazia. Di essa vivono i credenti che “camminano non secondo la carne ma secondo lo Spirito” (Rm 8:4), secondo il suo spirito puro e secondo l’opera che lo Spirito Santo compie in loro. Qui l’uomo viene chiamato “spirituale” e nella sua vita appaiono i frutti dello spirito. L’Apostolo San Paolo afferma: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Ga 5:22). Chi di noi, dunque, possiede tutte queste virtù e le prende a regola della propria vita? Ecco spiegati i dettagli di una di queste virtù dallo stesso Apostolo quando dice: “La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.” (1Co 13:4-8). Chi di noi possiede tutte queste caratteriste? + + + L’importanza dell’amore consiste in quella rivelazione del Signore in cui disse che tutta la Legge e i Profeti dipendono dall’amore e che esso consta di due parti: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la mente…e ama il prossimo tuo come te stesso” (Mt 22:37-40). Questa è la carità che non avrà mai fine. Ma chi di noi ha raggiunto questo stadio? Chi di noi ama il suo prossimo come se stesso? Chi applica il versetto “la carità non cerca il suo interesse”? Chi il versetto “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.” (Gv 15:13). Qui è il grado della santità di cui dice il Signore: “Siate santi come io sono santo”. Se qualcuno non è ancora giunto all’amore che dona se stesso, perlomeno tenti di giungere all’amore che serve gli altri vale a dire il servizio spirituale. + + + Uno disse una volta a proposito del ministero spirituale: “Quando li amerò Signore come tu li ami, e quando li amerò come tu mi hai amato e hai dato te stesso per me, allora affidami di servirli”. Sì, fratelli, servire gli altri – in qualunque modo – è fondamentale nella vita di grazia ed è l’indice del nostro amore per il prossimo che è a sua volta una parte dell’amore perfetto su cui si basano tutta la Legge e i Profeti. E l’elemento più importante di quest’amore è guidare gli altri al Regno e operare per la salvezza delle anime. + + + Delle grandi virtù è stato detto: “La fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità” (1Co 13:13). Come vivi la speranza nella tua vita? E la fede? Per fede non intendo che tu reciti il Credo. Intendo la tua fede pratica: la fede nel fatto che Dio osserva tutto ciò che fai, ascolta tutto ciò che tu dici, conosce tutto ciò che senti e tutto ciò che pensi. E anche la fede con cui sei certo che Dio ti protegge. Il credente non teme. Dice insieme al salmo 23: “Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me.” + + + Chi cresce nella vita di santità, giunge alla vita di perfezione: S.S. Shenuda III |








