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Sua Santità parla di Nagaa Hammadi PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Gennaio 2010 11:11

Nella sua consueta riunione del mercoledì, il 13 gennaio 2010 S.S. Papa Shenuda III ha parlato di Nagaa Hammadi e si è rivolto, in particolare, alle famiglie delle vittime che non ha esitato a chiamare "martiri".

Sua Santità ha iniziato la sua omelia del mercoledì rivolgendo un messaggio ai suoi figli a Nagaa Hammadi che manifestavano fuori dalla cattedrale di San Marco al Cairo e che Papa Shenuda III ha fatto poi entrare.

Sua Santità ha poi consolato le famiglie delle vittime dicendo che la cittadina di Nagaa Hammadi è entrata nella Storia, divenendo luogo di martirio. Coloro, infatti, che sono stati ammazzati non possono non essere considerati che martiri per il nome di Cristo perché erano pronti spiritualmente: avevano appena finito di pregare e si erano comunicati al Corpo e al Sangue del Signore.

"Dio" ha proseguito "non può dimenticare il sangue di questi giusti, sparsi senza colpa alcuna. Anticamente, Dio disse a Caino quando uccise Abele: 'Il sangue di tuo fratello grida a me dalla terra'. Anche oggi il loro sangue grida a Dio il quale farà certamente qualcosa per loro."

Sua Santità ha inoltre pregato per la guarigione dei feriti che non hanno più di 21 anni, affermando che la mano del Signore interverrà per donar loro guarigione, salute e forza. Egli ha poi affermato che i politici che ha incontrato si sono interessati alle famiglie delle vittime e all'episodio e che la popolazione di Nagaa Hammadi tutta è nel cuore e nelle preghiere di tutti, dentro e fuori l'Egitto. Ha poi aggiunto: "Più di tutto ciò, Dio stesso è interessato a voi e ascolta la vostra voce. Egli ha già preso prosizione in vostro favore perché Egli è Colui che giudica a favore dei deboli e degli oppressi. La mano di Dio giunge dove quella dell'uomo non arriva". Nel dire questo, Sua Santità ha preso a mo' di esempio alcuni episodi della Bibbia che riguardavano Mosé e Faraone e come Dio non abbandonò mai Mosé; ha parlato di Davide e di come Dio non l'abbandonò quando fu perseguitato da Saulo. "Anche voi" ha proseguito "state sereni. Dio non vi abbandonerà mai e non dimenticherà il sangue dei suoi martiri".

Sua Santità ha poi affermato di aver preteso dai responsabili di svolgere rapidamente le indagini e che la giustizia prenda il suo corso. "Il primo diritto dell'uomo - ha poi proseguito - è il diritto a una vita sicura. Dio ha affermato nella Genesi 'Chi sparge il sangue dell'uomo dall'uomo il suo sangue sarà sparso' (Gn 9:6)."

Ha poi concluso la sua omelia affermando: "La libertà di credo è un diritto fondamentale dell'uomo. Porgo le mie condoglianze più sentite a tutti i copti in Egitto e anche a tutti gli egiziani che considerano questi morti loro fratelli. Prego per voi tutti e vi benedico."

 

Tra le frasi pronunciate da Sua Santità:

- Dio ha ascoltato già le vostre voci e ha preso posizione a vostro favore.

- E' come se io stesso sia stato attraversato dalle pallottole.

- Voi siete nel mio cuore. Provo le vostre stesse emozioni e so cosa state passando.

- Il sangue di questi martiri è salito al cielo. Per loro Dio farà certamente qualcosa.

- Nagaa Hammadi è entrata nella Storia ed è divenuto luogo di martirio.

- Salutiamo la famiglia del soldato [musulmano, morto insieme ai giovani copti] e le porgiamo le nostre condoglianze.

- Stiate sereni. Dio non vi abbandonerà mai e non dimenticherà il sangue dei martiri e dei feriti.

- Abbiamo chiesto ai responsabili di svolgere rapidamente le indagini e che la giustizia prenda il suo corso nei confronti dei colpevoli perché il clima è teso e i cuori arroventati.

Lien: Riunione Shenuda III su Nagaa Hamma 13.1.2010


Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Gennaio 2010 11:54
 
Foto della Divina Liturgia di Natale presieduta da Mons. Barnaba PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Gennaio 2010 23:47
Divina Liturgia del Natale di N.S. presieduta da S.E. Mons. Anba Barnaba
Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Gennaio 2010 23:58
 
Foto della manifestazione di Roma (11.1.2010) PDF Stampa E-mail
Mercoledì 13 Gennaio 2010 14:56
Manifestazione di Roma pro vittime Nagaa Hammadi (11.1.2010)

CLICCA SULLA FOTO IN ALTO PER VEDERE L'ALBUM

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Gennaio 2010 23:52
 
Filmati della manifestazione di Roma (11.1.2010) PDF Stampa E-mail
Mercoledì 13 Gennaio 2010 13:50

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Gennaio 2010 14:13
 
Comunicato stampa di S.E. Mons. Barnaba El Soryani sui fatti di Nagaa Hammadi PDF Stampa E-mail
Venerdì 08 Gennaio 2010 21:00



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COMUNICATO STAMPA

A PROPOSITO DEI RECENTI AVVENIMENTI DI NAGAA HAMMADI



A mezzanotte, davanti alla chiesa copto-ortodossa del Villaggio di Nagaa Hammadi, 400 km a sud del Cairo, dopo la vigilia del Natale ortodosso che cade il 7 di gennaio, una mano assassina ha sparato sui nostri fratelli mentre uscivano dalla Sacra Celebrazione. Otto persone sono morte e decine sono i feriti, alcuni dei quali in modo grave. La nostra Chiesa che sta subendo angherie grandissime si forgia sulla sofferenza e sul dolore che quotidianamente si infrange sulle nostre comunità cristiane. Pochi conoscono quanto sangue e quanto dolore incontrano i nostri fedeli in Cristo, per il sol fatto che hanno scelto di seguire il Vangelo, senza alcun compromesso. Pochi parlano dei soprusi, dei fanatismi e delle violenze che ricadono quotidianamente su coloro che hanno scelto di essere cristiani, non accettando alcuna scorciatoia. Il martirio è la via che i nostri fratelli stanno seguendo in più parti del nostro amato Egitto.La situazione è seria e dovrebbe essere meritevole di attenzione da parte di tutti. Non possiamo più affermare che ciò che è accaduto è avvenuto lontano dalla nostra Italia. Le crude e cruente immagini  che ci giungono tramite la televisione o internet; il dolore di intere famiglie che devono temere il loro essere cristiani; gli occhi smarriti e spauriti dei bambini; il terrore di chi si sente perseguitato; le immagini di morte che escono dalla terra d’Egitto, che una volta era la “culla dell’Umanità” ed ora cimitero per tanti; il terrore di tanti miei fratelli spaventati e intimoriti dal fatto di non avere  più un lavoro stabile, solo perché amano Cristo, con la conseguenza di vivere nella povertà  assoluta, non può più essere nascosto o ammantato dal velo dell’ipocrisia. L’avere le braccia spalancate su dette problematiche è un dovere che discende dal messaggio evangelico e che non può essere in alcun modo non considerato o peggio,interpretato a “proprio comodo”. I miei fratelli lanciano un forte grido di dolore che la società italiana deve raccogliere. Abbiamo l’obbligo-dovere di intervenire tutti insieme affinché tali situazioni abbiano ad avere fine. Solo se ci impegneremo tutti a riaffermare che la legge dell’Amore è il fondamento della solidarietà e che nessuno che  ami definirsi seguace di Cristo può sottrarsi al dovere di rispetto che si deve  ai cristiani d’Egitto, la mano di Erode potrà essere fermata! Il sangue degli innocenti non bagni mai più la terra d’Egitto!


Il Vescovo
Mons. Barnaba El Soryany

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PRESS RELEASE

REGARDING RECENT EVENTS HAPPENED IN NAGAA HAMMADI

Around midnight the 6th of January, in front of the Coptic-orthodox church in the town of Nagaa Hammadi, 400 km from Cairo, after the Holy Mass of Christmas, Islamic extremists have fired with guns against our brothers while they were coming out of the church. Eight youngsters have died and ten were hurt, some of them in extremely bad conditions. Our Church that is suffering huge vexations, is shaped by the hardship and pain that, constantly, day by day, Christian communities experience. Very few know how much blood and pain meet the followers in Christ, for the only reason that they have decided to follow the word of God. Very few talk about outrages, fanaticism and violence among them who decide to be Christians, excluding any short-cuttings. The martyrdom is the path that our brothers are following, in several parts of our beloved Egypt. The situation is serious and it deserves attention from everybody. We can't say anymore that what happen is far from Italy. The harsh, cruel and bloody pictures that we receive through internet and TVs; the fear to be Christians that all families now have; the horror of being persecuted; pictures of death taken in the land of Egypt, when one day was “the Cradle Of Humanity”, now is a graveyard for dead Christians; the panic that many of my brothers fear, for the fact that they won’t have regular jobs, just because they love Christ, living in absolute poverty as consequence. My brothers are giving out yells of suffering that the Italian state must listen to. Only if we keep devoting to re-declare that the law of Love is the foundation of solidarity, and no one who loves to describe himself as a believer in Christ can back out of offering his respect to the Coptic Christians in Egypt. Herod’s hand must be stopped! The blood of victims must no more wet the land of Egypt!

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Ultimo aggiornamento Domenica 10 Gennaio 2010 00:08
 
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